Mamme Antifasciste

LE MAMME ANTIFASCISTE.

Il 18 marzo alle ore 20 in via Mancinelli Fausto Tinelli e Lorenzo Iaio Iannucci, due ragazzi di 18 anni, furono uccisi in un agguato fascista.
I due giovani frequentavano il Centro Sociale Leoncavallo. Fu una cosa terribile, la citta’ Milano sconvolta , Radio Popolare diede l’annuncio quasi subito. Danila , la mamma di Fausto, telefono’ alla radio , per denunciare il tentativo di screditarli, dopo le dichiarazioni della questura sui primi moventi fuorvianti.
Anche Carmen, fece un appello sempre a Radio Popolare per chiamare le madri delle amiche delle sue figlie e di altri ragazzi del Leoncavallo, per dire loro che era finito il tempo di stare a casa a piangere e avere paura, era ora di ribellarsi a quello stato di cose, i nostri giovani morivano spesso per le strade italiane uccisi dai fascisti o dalla polizia.
Noi mamme ci incontrammo per la prima volta all’obitorio davanti alle due bare, sormontate dalla nostra corona di fiori : “LE MAMME DEL LEONCAVALLO” Poi il corteo, tutte insieme a tenere lo striscione: “Le mamme di tutti i compagni piangono i loro figli!”.
Il nome “mamme antifasciste del Leoncavallo” lo propose, durante un ‘assemblea di donne al centro sociale, Lydia Franceschi, la mamma di Roberto il ragazzo della Bocconi ucciso da un poliziotto durante una manifestazione. Dopo lo sgombero del 1989 e dopo esserci ripresi il centro sociale Leoncavallo , ricostruendo ciò che era stato distrutto dalle ruspe, andammo da un notaio e costituimmo l’ associazione. Il gruppo delle Mamme Antifasciste nel 1978 era un gruppo eterogeneo, alcune di noi non avevano mai fatto politica, altre erano impegnate in conquiste femministe, qualcuna sindacalista, alcune laureate, altre con licenza elementare, dai 40 ai 70 anni , arrivavamo da tutte le zone di Milano al Leoncavallo di via Leoncavallo.
Davanti a tutte Danila, la mamma di Fausto, mai con le spalle piegate, dignitosa nel dolore, diretta nelle accuse, implacabile contro i fascisti, in attesa ancora di giustizia. Carmen , la più forte di tutte noi, mai un passo indietro come le Madri Argentine, senza paura, era l’unica che conosceva Fausto e Iaio e anche la sorella di Iaio, Maria.
Rosanna che negli anni ’80 dall’hinterland di Milano prendeva la bicicletta , attraversava tutto il Parco Lambro anche dopo mezzanotte per tornare a casa, Luciana che arrivava dall’altra parte di Milano con 2 ore di viaggio tra andata e ritorno, Emilia che aveva già 70 anni ed era stata combattente e partigiana , Rosa partigiana che nei momenti di tensione con la polizia si faceva mettere sul petto tutte le medaglie del marito ucciso dai fascisti, Luciana la falegnama forte e dolcissima, Francesca la più giovane con tanta voglia di fare, Teresa, altrettanto giovane di conte rosso determinata e sempre disponibile .
E ancora : Rosa che piano piano con le sue capacità riuscì a organizzare il gruppo, a tenerlo insieme e a dargli una struttura, Carmen2 che esordì la prima volta in una riunione numerosa dicendo ad alta voce : “Me ciami Carmen, ma me disen Pirelli in lotta” ( mi chiamo Carmen, ma sono soprannominata Pirelli in lotta), Edda che, prendendo le difese di tutti i giovani e schierandosi contro i pregiudizi, in questo modo voleva proteggere i suoi 7 figli. Maria, sempre disponibile a tutte le battaglie, pur portando nel cuore il dolore di parenti e amici persi a Marzabotto e Adriana, la memoria storica del gruppo, Enrica, arrivata qualche anno dopo con la sua preziosa capacità di analisi politica e ancora, Franca pronta a battersi e sempre disponibile, Bianca sempre ricca di proposte e fantasia. Laura caparbia, presente e discreta.
C’erano poi due sorelle gemelle Anna e Bianca, due donne distinte e colte, Bianca lavorava con i CAF, si è impegnata tantissimo per la controinchiesta. E poi MariaTeresa Rossi, la professoressa del Liceo Classico Parini di Milano, protagonista del famoso caso della Zanzara( gli studenti, si opposero alla chiusura del giornalino” La Zanzara2 dopo la pubblicazione di un’inchiesta sulla sessualità e occuparono il liceo, una delle prime storiche occupazioni di una scuola a Milano.)

Ricordiamo Dina che nel ’79 ebbe l’idea di occupare Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per convincere il sindaco Aniasi a non dare piazza Duomo ai fascisti per una manifestazione. Che occupazione è stata ! Una cinquantina di donne fino a notte fonda con mariti e figli fuori davanti ai cancelli e le mamme dentro, nelle dorate stanze.
Dina ha lavorato come mamma antifascista con il primo gruppo sperimentale contro la droga di via De Amicis, dove medici, psicologi e volontari davano le sostanze, morfina e metadone a scalare ai tossicodipendenti. Dina prese la licenza media negli anni 80. Nina , una gran donna e una donna grande, grossa , felliniana ,una forza della natura, un gran vocione, spesso parla in milanese. La sua presenza era travolgente, spinse il gruppo ad affrontare nuovi problemi e a studiare, : “ a fa’ i coss, minga sta cu i man in man a ciciara’ “ ( fare le cose , non stare con le mani in mano a discutere).
Come Mamme Antifasciste partecipammo ad incontri e dibattiti con tutto il movimento, ma anche con donne di altri Paesi , con le Madri de Plaza de Majo, con le Donne Indiane, con i Senza Terra Brasiliani e indiani, con i Militanti del Chiapas, con i Rom di casa nostra, abbiamo ospitato Immigrati “clandestini” da tutti i paesi, vestiti, nutriti , incoraggiati e aiutati a ricongiungersi alle famiglie in Europa. Abbiamo lottato per il diritto all’aborto, contro il caro vita, contro le droghe e gli spacciatori, contro il nucleare, per la libera informazione, portando volantini via per via, casa per casa, instancabili.( informando le donne dell’esistenza e dell’utilità dei consultori) . Siamo andate per 22 anni, fino all’archiviazione del dicembre 2000, a palazzo di giustizia per incontrarci con i giudici, per la verità sull’assassinio di Fausto e Iaio, anche se la verita’ storica la sapevamo. Volevamo giustizia. E quante denunce ci siamo prese !! Denunce e processi per resistenza a pubblico ufficiale, manifestazioni non autorizzate, perquisizioni a casa, reato di dirottamento del tram 33, spostamento di panettoni di cemento, panini abusivi, attacchinaggio e imbrattamento muri e blocchi stradali.
Oggi siamo un pò più anziane , ma sempre indignate contro le ingiustizie e comunque noi tutte lavoriamo ancora per affermare l’antifascismo e i diritti dei più deboli. Da qualche anno l’Associazione e il Centro sociale Leoncavallo non ci rappresentano più, siamo presenti nell’ Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, d’altronde era per loro che il nostro gruppo di madri si era trovato e ha lottato per anni ! Le Mamme di Roma Città Aperta hanno scritto :
“Le madri generano e non possono accettare che le vite dei loro figli siano spezzate: dalle lame, dalla precarietà del lavoro, ad un posto di blocco, durante una manifestazione.
Le madri generano e non possono accettare che i sogni dei loro figli siano spezzati da contratti non rinnovati, da spazi negati, dall’impossibilità di amarsi e generare. Le madri vogliono poter generare e rigenerare vite, sogni e memoria come hanno fatto le madri argentine e le madri di ogni paese violentato dalla guerra. Partendo dal sangue dei figli, un gruppo di donne si è messo in cammino.”
Abbiamo imparato dai giovani, dai nostri figli, ci hanno aiutate a crescere . Oggi , non smettiamo di passare forza e memoria alle nuove generazioni….
Adriana , Carmen, Edda, Enrica.
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